L’Europa manda un segnale a Pozzallo, ma restano alte le tensioni

Germania, Spagna, Portogallo,Francia, Malta e Irlanda mandano un segnale forte: accoglieranno parte degli immigrati sbarcati al porto di Pozzallo dopo aver passato diversi giorni in mare. Anche il Belgio sembra sulla stessa strada. Decisamente contrari, invece la Repubblica Ceca e l’Ungheria.

 

Non si allentano le tensioni a proposito di immigrazione in Italia. Dopo i casi eclatanti delle ultime settimane, con il Ministro degli Interni nonché Vice Primo Ministro Matteo Salvini che di fatto ha decretato la chiusura dei porti per le navi straniere che soccorrono i migranti in difficoltà nel Mare Mediterraneo, sembra che arrivi qualche spiraglio di luce. La vicenda degli ultimi 450 migranti sbarcati a Pozzallo, potrebbe infatti segnare una svolta nell’approccio dell’Unione Europea nei confronti dei migranti che arrivano fino alle coste italiane.

La richiesta del Primo Ministro Giuseppe Conte, inviata ai colleghi europei, in fondo, è semplice: l’Italia chiede di non essere lasciata sola ad affrontare l’emergenza e chiede che anche gli altri paesi europei si facciano carico di una quota dei migranti, tra cui numerosi richiedenti asilo, che arrivano sulle coste italiane. Una richiesta chiara e facile da soddisfare, in teoria, ma la pratica, si sa, è più complicata.

Tuttavia, sembra che le cose si stiano lentamente muovendo nella direzione auspicata dall’Italia: Germania, Spagna, Portogallo prima e Francia e Malta poi, hanno accettato di accogliere 50 migranti ciascuno. Nelle prossime ore dovrebbe aggiungersi alla lista dei paesi pronti all’accoglienza anche il Belgio. L’Irlanda si è resa disponibile ad accoglierne 20. Ma restano gli oppositori al progetto delle quote: primi fra tutti la Repubblica Ceca e l’Ungheria, che non cercano di nascondere la loro totale opposizione al progetto. Andrej Babis, Primo Ministro della Repubblica Ceca, afferma addirittura che le richieste dell’Italia porteranno l’Europa dritti all’inferno.

Per lui, la sola soluzione è la chiusura totale delle frontiere europee. Una proposta che non tiene in alcun modo conto delle sofferenze dei migranti, che nella maggior parte dei casi scappano da paesi in cui c’è guerra, non si tutelano i diritti umani e in cui le loro vite sono in pericolo. Tanto in pericolo da rischiare un viaggio incerto e disperato per arrivare fino alle nostre coste. Della stessa idea di Babis è anche Orban, Premier ungherese già protagonista di altre dichiarazioni dure contro i migranti.

Insomma, se da un lato sembra che l’Europa stia cercando di risolvere umanamente la questione dei migranti, dall’altro c’è sempre chi continua a tenere le proprie porte ben chiuse. È difficile immaginare un futuro comune per queste due Europa, ma bisogna almeno tentare. Le aperture delle ultime ore fanno ben sperare, mettendo appena in secondo piano le vergogne di quell’Europa che vuole invece rinunciare alla sua umanità.

 

Chi ne esce a testa alta è l’Italia, che finalmente trova alleati disposti ad aiutare concretamente nella gestione dei flussi di migranti. Ma forse, però, non ne esce altrettanto rafforzato Salvini, che non trova la solidarietà che cercava da parte di quelli che ha sempre considerato alleati.

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